Il
paese è situato sulla sommità di un rilievo, digradante
da Monteluco, che separa il Chianti dal Valdarno mediante il vallone
dellAmbra. Si suppone che lantico castello di Montebenichi
abbia avuto origine da un insediamento longobardo nel quale vennero
accolti anche i superstiti di alcune sedi etrusco-romane limitrofe quali
La Pieve, La Selva e Monte di Rota. Lorigine longobarda di Montebenichi
sarebbe confermata dal nome stesso che, secondo il Pieri (1969), deriva
da una riduzione di Benicolo, diminutivo a sua volta del
longobardo Benuald. Toponimi con la stessa radice si trovano
anche in altri contesti territoriali, ad esempio a Castelnuovo Berardenga
(Si) dove esiste un Poggio Benichi e a Roccastrada (Gr) dove abbiamo
un Poggio Bonicoli.
Del castello primitivo restano poche tracce, mentre invece si notano
le vestigia di una torre e di alcuni tratti del circuito murario, risalenti
alla fine del XV o allinizio del XVI secolo. Testimonianza certa
del popolamento di Montebenichi, sia nel periodo longobardo come in
quello carolingio e feudale, è la pieve di S.Maria in Altaserra,
edificata circa mezzo chilometro a sud del paese, sopra i ruderi di
edifici romani e ricordata fin dallVIII secolo perché contesa
tra i vescovi di Arezzo e Siena. Sul sagrato della pieve venne recuperato
il sarcofago romano in travertino che si trova oggi nel chiostro dellAccademia
del Poggio di Montevarchi, mentre presso il cimitero furono individuate
alcune tombe etrusche a pozzetto.
Nel tardo medioevo il castello appartenne agli Ubertini, che nel 1385
lo cedettero in accomandigia alla Repubblica fiorentina.Trovandosi Montebenichi
al confine col territorio senese, fu spesso teatro di scontro tra Siena
e Firenze e più volte venne saccheggiato.
Lepisodio più disastroso della sua storia fu il saccheggio
subito ad opera degli aragonesi nel 1478,che portò allabbattimento
del fortilizio.
Lesercito del papa, alleato con gli aragonesi contro Firenze,
entrò nel territorio fiorentino e il 27 luglio 1478 pose lassedio
al castello di Brolio in Chianti. In questo mentre, Giovanni della
Rovere (...) nipote di Sisto IV era ito a fare una scorreria verso la
Valdambra (...) strada facendo capitò a Montebenichi, castello
ben forte e munito e pronto per ricevere battaglia
.Il della Rovere dette lassalto al castello, ma et uomini
et donne che vi erano dentro se portarno da lioni, né mai volsero
consentire per niuno accordo rendersi (Casabianca, in Cini, 1907,
p. 79). Tuttavia, nonostante questa difesa disperata, il castello fu
espugnato, saccheggiato e incendiato, mentre tutti gli uomini furono
fatti prigionieri.
La ricostruzione di Montebenichi avvenne probabilmente tra la fine del
XV e linizio del XVI secolo.Dai primi anni settanta del Settecento
labitato fa parte del Comune di Bucine.Il nucleo centrale di Montebenichi
è costituito da una piazzetta (piazza Gorizia), con antico pozzo,
sulla quale si affacciano alcune abitazioni.Questa piazza è dominata
da un castelletto, ritenuto parte integrante del sistema
difensivo originario, restaurato nella forma attuale tra il 1901 e il
1907.Allingresso del paese, tra via Capitan Goro e via del Castello,
si trova il palazzo della famiglia Stendardi. Qui, una lapide ricorda
Gregorio Stendardi detto Goro da Montebenichi.Questi fu capitano di
ventura e militò al comando di Giovanni dalle Bande Nere. Entrò
al servizio della Repubblica fiorentina, fu con Francesco Ferrucci fino
alla rotta di Gavinana e passò poi al servizio dei Medici.Di
fronte al palazzo Stendardi, anchesso ristrutturato nella stessa
epoca del castelletto di piazza Gorizia, ma oggi in abbandono, si trova
la chiesa parrocchiale intitolata alla Madonna del Conforto.