Mercatale e Torre

A Ovest di Bucine sull’antico tracciato della via Cassia si trovano due distinti nuclei: Mercatale Valdarno (il maggiore), Torre (il minore a Nord-Est). L’attuale Mercatale è la conseguenza della fusione abitativa di due comunità vicine, ma prettamente diverse: Santa Reparata a Mercatale e San Biagio alla Torre a Mercatale.

Il piccolo borgo di Torre ancora oggi conserva molteplici elementi storici, lasciando inalterati le caratteristiche e la topografia del tipico insediamento medievale: dalla piccola chiesa di San Biagio si dirama l’area quadrangolare sviluppatasi nel XII° secolo con gli insediamenti abitativi, fino alla porta d’accesso ai limitari del borgo.

La posizione della cappella è particolarmente suggestiva, affacciandosi a picco sul torrente.

Dal mercato nei pressi di Santa Reparata, allora polo commerciale detenuto da Torre, ebbe luogo la nascita di Mercatale, descritto nel 1776 come una grande piazza circondata da case con al centro un pozzo pubblico e già allora è nota la presenza di due “mulini da olio”, segno che la tradizione della frangitura delle olive fosse ben viva a Mercatale come nel resto della Valdambra.

 

Un giro a piedi fra le strette viuzze di Mercatale e Torre sorprenderà chiunque per i suoi scorci di case in pietra, balconi imbanditi di fantasie floreali e nicchie affrescate.

Usciti dal centro abitato di Mercatale lo sguardo non può che volgere in alto, dove spicca l’imponente torre di Galatrona, antico fortilizio e instancabile vedetta della Valdambra: facilmente raggiungibile da via Della Robbia, lungo il percorso si possono ammirare i prodigi floristici della campagna nei dintorni di Mercatale fatta di cipressi, lecci e cedri, più il tripudio di colori provenienti dalle vigne, che in qualsiasi stagione sapranno strabiliare la vista umana; è giungendo da questo percorso che si scorgono le forme della pieve di Galatrona, situata nei pressi della torre con la sua facciata chiara e il bianco campanile. Sempre su questo sentiero è possibile assistere ad uno degli esemplari più caratteristici della campagna toscana, qui in tutto il suo splendore vi si trova un Cupressus Sempervirens, ovvero un cipresso secolare eccezionale per bellezza e dimensioni.

 

Ed è proprio in autunno, precisamente nel secondo fine settimana di ottobre, che visitando il borgo di Mercatale si può prendere parte alla “Sagra del Marrone”, festa nella quale mercatini e stand gastronomici la fanno da padrone in numerose zone del paese, che annovera tra i vari prodotti del sottobosco tipici toscani, inclusi gli immancabili marroni e funghi, il castagnaccio, dolce autunnale toscano che lo stesso Giovanni Pascoli non mancò di menzionare in uno dei suoi versi

 

“Ora, o contadino, le tue castagne seccate le prenda il mulino,

e tu, mugnaio, frangile con le tue macine; prendi sassi e dacci farina…”

 

Un piatto povero, facente parte dell’alimentazione base delle popolazioni contadine come vi confermerà un qualsiasi anziano ancora oggi estasiato da questa ricetta emblema della Toscana. La sua preparazione e composizione è molto semplice: consiste in un impasto infornato per 30 minuti fatto da acqua, farina di castagne, pinoli e olio d’oliva.

Per chi cerca degustazioni peculiarmente toscane, non può farsi sfuggire un assaggio di un altro piatto di origine contadina anch’esso povero e cucinato in gran quantità nel dopoguerra italiano, si tratta della ribollita, servitaci dalle sagge mani delle cuoche mercatalesi durante la “Sagra della Ribollita”, evento che prende luogo in occasione della domenica delle palme: questo piatto consiste in una zuppa di pane raffermo e verdure, che si distingue dalla minestra di pane per l’essere riscaldata due volte nel forno a legna, da qui il nome ribollita, all’interno di un tegame dal fondo spesso; fulcro della ricetta è lasciare in ammollo per 24 ore il composto di pane raffermo, fagioli, cavolo nero, verza, pomodori e patate, con le verdure rosolate precedentemente; il giorno dopo fatta cuocere per la seconda volta, si può poi gustare aggiungendovi un filo d’olio d’oliva. Assieme a questa pietanza facente parte della vera cucina toscana vi sarà anche occasione di apprezzare la convivialità e i festeggiamenti degli abitanti locali, che tra tombola, mercatini e serate danzanti non faranno mancare niente  all’ospite più esigente e renderanno la vostra esperienza unica e indimenticabile.