Festa della battitura – Sagra della nana

III° fine settimana di Luglio

Perelli Bucine-

A Perelli piccola frazione a pochi passi da Bucine nel terzo fine settimana di Luglio si torna indietro nel tempo per rivivere vecchie tradizioni contadine, in cui le giornate erano scandite dal calendario della terra: la Battitura del Grano. La battitura era il giorno più sudato dell’anno, ma anche il più atteso: era la festa del grano, che assicurava il sostentamento a tutta la famiglia per un intero anno. Durante la battitura tutte le famiglie si aiutavano fra di loro e si mettevano in movimento fin dal mattino presto, ognuno con il proprio compito assegnato e quando tutto era pronto la trebbiatrice si metteva in azione con il suo rumore assordante.

"La lunga cinghia iniziava il suo vorticoso percorso e gli uomini sulla bica gettavano sul ripiano della trebbiatrice le mannelle che venivano prese con le mani e infilate dentro la ruota dentata. La paglia cominciava ad uscire e a salire sulla scala mobile depositandosi per terra dove altri uomini coi rastrelli la tiravano indietro per formare il pagliaio. Dalle bocchette il grano usciva a cascata riempiendo i sacchi che via via venivano portati più lontano. Le donne, con un fiasco d’acqua, uno di vino, e un bicchiere in mano passavano ogni tanto sull’aia per portare refrigerio a quegli uomini sudati e polverosi che si affaccendavano senza posa. E chi stava peggio di tutti, quel giorno, era l’uomo adibito alla lolla, cioè alla pula formata dagli involucri dei chicchi di grano che ogni qualvolta veniva rastrellata da sotto la trebbiatrice alzava un polverone irrespirabile. E il viso di quell’uomo si ricopriva a poco a poco di uno strato grigio oscuro che lo rendeva irriconoscibile, e non bastava il fazzoletto intorno al collo e il grande cappello di paglia tirato giù, a salvarlo da quel maledetto, acre, pulviscolo che penetrava in gola e un pò dovunque, e riempiva le narici. Fortunatamente a rimetterlo in sesto c’era, per lui e per tutti, quel sostanzioso desinare che le massaie avevano predisposto sin dai giorni prima con abbondanti tirate di collo a oci e nane” (Da la Rivista Culturale Melissa Pignatelli)

Durante la festa oggi come allora si possono degustare piatti della tradizione contadina
antichi e sapori autentici in cui l'ocio e la nana sono protagonisti: colli ripieni, nana in porchetta, ocio al forno oppure in umido.

La Ricetta: la Nana in Porchetta

Tante sono le versioni e le varianti della nana in porchetta e naturalmente alcuni ingredienti sono gelosamente custoditi tra le massaie della piccola frazione di Perelli.

ricca di saperi

Il giorno prima preparate in una tazza una miscela di aromi composta da alloro, rosmarino, aglio intero da sbucciare, semi di finocchietto selvatico, sale e pepe. Prendete una nana già pulita ed eviscerata; drogatela con la miscela preparata il giorno prima avendo cura di abbondare e aggiungere all’interno anche il suo fegato o fegato di maiale. Ungete bene una teglia e versate un bicchiere di vino bianco. Mettete la nana in forno a 200° fino a che non avrà formato la crosta; dopo abbassare la temperatura del forno a 140°/150° e cuocetela per circa 2 ore versando sopra di tanto in tanto il liquido di cottura. Quando avrà preso un bel colore dorato servite la nana tagliata in pezzi ed irroratela con il suo sugo.

E se avete voglia di cantare questo è il posto giusto, potete intonare canzoni popolari e ballate contadine come campagnola bella o andiamo a mietere il grano; l'importante è far festa tutti insieme: gesti semplici e momenti che ormai si ripetono da sempre, che si rispecchiano nel profondo legame con il territorio e che restano magicamente nei ricordi per sempre.